Visualizzazione della musica

Un’immagine essenziale del
brano “viderunt omnes” di Pérotin,
capace di chiarire il
carattere architettonico di questa prima
musica polifonica, quindi
giustamente classificato come
“Notre-Dame-Stil”.

“Spem in Alium” di Thomas
Tallis illustra l’impressione esuberante
della struttura polifonica
rinascimentale. Il brano è composto
sotto forma di mottetto a 40
voci (!) con parti dove la struttura
polifonica si dissolve in
pura armonia rotta solo da brevi
frammenti melodici. I colori
e le forme intuitivi sono rappresentati
così come sono stati
percepiti, non sono quindi dovuti a
considerazioni di tipo estetico.

Il “poème symphonique” di
György Ligeti è dato dal suono di
100 metronomi meccanici che
battono il tempo tutti secondo
un ritmo diverso; partiti in
modo più o meno simultaneo sfumano
gradualmente. L’insieme dei
battiti cambia a più riprese,
trasformandosi da rumore
casuale e amorfo in flusso armonico.
Tale andamento è evidenziato
dal grafico costruito usando
16 gruppi di linee verticali
poste a distanze tra loro diverse,
all’apparenza di altezza
diversa. La sovrapposizione tra i
diversi gruppi di linee
verticali produce una struttura che
si semplifica procedendo da
sinistra verso destra, dai rumori
casuali e amorfi verso ritmi
sempre più semplificati.

L’immagine relativa al brano
“Lontano” di György Ligeti evidenzia
la riduzione delle strutture
complesse e micropolifoniche fino a
raggiungere un quadro
caratterizzato da diverse texture e
somigliante a un paesaggio.

La composizione “Farben” di
Arnold Schönberg, terzo dei
“Cinque pezzi per orchestra”
op. 16 è tipico del puntinismo
musicale per la sua analogia
con i quadri impressionisti
(v. Georges Seurat). Tale
visualizzazione è il risultato di una
trasformazione
fisico-matematica ad opera di un software
per l’analisi del suono
(HEAD acoustics: Artemis). A sorpresa,
l’immagine mostra
chiaramente il puntinismo prima solo descritto
in modo intuitivo.

Un glissando orchestrale
dalla “Sinfonia n. 1” di Krzysztof
Penderecki. Secondo la Scala
Shepard il calare progressivo
dell’altezza dei toni crea
l’illusione di un crescendo continuo.
La trasformazione ad opera
del software per l’analisi del suono
tiene conto del tempo (in
orizzontale, da sinistra verso destra),
dell’altezza del tono (in verticale)
e della pressione acustica
(gamma dei colori).
traduzione di Barbara Wiel Marin